Flora Luna | Una fotografa a Londra – arte visiva o punta e scatta?
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Una fotografa a Londra – arte visiva o punta e scatta?

Ok. Non scrivo un blog da …non so… almeno 16 anni? Vediamo se son ancora in grado, in teoria adesso dovrei riuscire a tirar fuori più argomentazioni.

 

Premetto che il blog sarà un misto tra Italiano e Inglese, ma ho deciso di farlo principalmente in Italiano.

 

La ragione è abbastanza semplice: mi son resa conto che quantunque io abbia necessità di googlare qualcosa i risultati migliori siano sempre in Inglese.

 

Ora, ogni volta che mia mamma sale in Inghilterra (dove, avrete forse letto, esercito la mia professione) mi dice – “Io non capisco perché questi non debbano parlare Italiano e tutti debbano sapere l’Inglese!! Almeno gli hotel potrebbero impegnarsi” – ha torto? Si, ha torto. 

 

Mamma, se tutti dovessero parlare la lingua di tutti, sarebbe un casino – un bellissimo casino tho.

 

Tuttavia, ritengo giusto collaborare affinché ci siano più fonti in Italiano, come in qualsiasi altra lingua, quando sia possibile.

 

Voglio che questo sia uno dei casi.

 

Partiti alla lontana, torniamo in tema!

 

Piacere, a scrivervi è Flora Luna (si, è il mio vero nome) una fotografa 31 enne che vive a Londra e che, come tutti, sta affrontando la superficialità qualitativa che attanaglia tutto il pianeta da ormai oltre 5 anni.

 

Ed è proprio di questo che vorrei parlarvi nel nostro primo incontro, non al fine di tediarvi ma per aiutare i nuovi fotografi o gli aspiranti tali a comprendere come comportarsi in questo infausto periodo.

 

Non sorprendetevi e non agitate nessuna manina, non ho intenzione di elargire negatività. 

 

Lo scopo è tutto l’opposto.

 

Concentrandosi nel ramo della fotografia, quel che è accaduto e continua ad accadere è palese a tutti.

 

Il nuovo pensiero, la neo-fotografia di massa, tende a rinunciare alla qualità preferendo rapidità e quantità. Chiunque disponga di un apparecchio fotografico di qualsiasi forma e dimensione, è oggi completamente immerso nel flusso di immagini incessante che ci circonda.

 

Siamo tutti schiavi del vedere.

 

Di per sé ciò non sarebbe negativo, se non fosse che l’immagine non è una qualsiasi mera componente giornaliera…quanto piuttosto un processo ben definito ed estremamente importante di descrizione e ricordo. E’ un testamento visivo di ciò che accade e come per tutti i testamenti dovrebbe avere un’austera solennità.

 

Questo, oggi, s’è in maggior parte perduto.

 

Quella che definiamo “cultura visiva” è, a mio personale avviso, andatasi perdendo in un qualunquismo economico produttivo.

 

Mano, fotocamera, scatto, post online.

Mano, fotocamera, scatto, stampa economica.

 

La fotografia, ad oggi, si è largamente ridotta a questo. Non fraintendetemi, questa componente è sempre esistita. Sempre e da sempre…beh…almeno da quando la fotografia non ha più implicato 15 minuti di posa mortale e macchinari da sciatica a vita, con costi di produzione da risparmi per la vecchiaia! 😀

 

Questo processo, in epoca moderna, è per l’appunto sempre esistito e s’è semplicemente diramato a macchia d’olio creando nuovi centri vitali di diffusione (i social media) che col tempo hanno preferito la quantità (1 post al giorno tutti i giorni per avere likes e followers) alla qualità.

 

Non sto sostenendo che la qualità sia andata perduta, lungi da me.

 

Sto piuttosto argomentando come, negli anni…beh scusate non trovo un modo meno arrogante di dirlo… tutti si sentano fotografi.

 

La fotografia può e deve essere una passione, può essere avere occhio senza tecnica, ma è disarmante come sia diventata “avere una fotocamera in mano”.

 

Quando esattamente ciò sia successo, onestamente non saprei dirvelo. Ma è accaduto, lo vediamo ogni giorno e principalmente ne soffre chi della fotografia ha fatto la propria vita, una missione, con dietro intensivo studio della tecnica e della cultura visiva.

 

Giovani fotografi, la modernizzazione che amiamo ha reso la nostra vita un po’ un inferno.

 

Ma non disperate, potete ancora essere artisti e professionisti affermati: distinguetevi.

 

Distinguetevi con un vostro stile e siate sempre in grado di adattarvi alle necessità e ai desideri del cliente e delle persone.

 

Questa è la vostra arma contro la massa.

 

Chi prende in mano una fotocamera e scatta senza giudizio, non saprà mai entrare nella mente del proprio cliente e capirne i desideri. Questa, è una cosa che solo un fotografo ha gioia nel fare.

 

Tutti possono avere “un buon occhio” e realizzare belle immagini. Ma voi siete fotografi, voi sapete come muovervi, come cambiare angolazione, che luce usare, a che ora scattare, a che altezza stare rispetto al soggetto. Voi, sapete catturare ogni sfumatura.

 

O almeno dovreste saperlo fare.

 

Se quando scattate una foto non duplicabile, non sentite bruciare nel petto la sensazione che un altro angolo o un’altra luce avrebbe potuto rendere lo scatto migliore…forse non siete fotografi. O forse non lo siete ancora.

 

Adoro vedere come le immagini siano alla portata tutti e tutti siano felici di esserne circondati…ma non tutti possiamo essere fotografi. Come io non saprei aggiustare da sola la carrozzeria della mia macchina…né riparare un sensore rotto della mia attrezzatura 😉

 

Volevo iniziare così, per farmi conoscere prima di darvi linee guide basate sulla mia personale esperienza di giovane fotografa in una città difficile.

 

Il blog tratterà di costi, tariffe seguibili, come arrangiarsi nel mondo della fotografia e ci saran anche tutorial e lezioni online.

 

Perché nonostante ciò che avete letto, io amo condividere la mia passione per l’immagine e mi rende felice mettere tutti ciò che lo desiderano nella condizione di scattare con consapevolezza!

 

 

Alla prossima!

Flora Luna

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